In arrivo il LookOut 29 (Q2-2021)

 

Elemens presenterà il secondo LookOut del 2021 martedì 25 maggio mattina, in un evento dedicato esclusivamente ai propri clienti iscritti al servizio LookOut . Il titolo del report sarà: “Recovery: plan?”

 

Quali sono i temi del report?

Ci sono momenti in cui il mercato si trova privo di coordinate, quasi come mancasse di qualsiasi riferimento prospettico, e altri in cui invece è inondato di informazioni, che si sommano vaghe una all’altra dando la percezione di un percorso confuso e di cui si intuisce solo il punto di arrivo. 

Certamente oggi il settore energia ha una sua prospettiva di medio e lungo termine, con la direzione verso un percorso di forte decarbonizzazione che sembra ormai segnata senza margini per ripensamenti. Resta invece da capire “la pendenza” del percorso, in una fase in cui provvedimenti e – soprattutto – programmi si susseguono con una velocità senza precedenti, creando per certi versi un senso di spaesamento nel settore. 

 

Il PNRR, trasmesso pochi giorni fa a Bruxelles, ha un carico di aspettative (e di denaro) inusitato: cosa può comportare, già nel breve termine, per chi sta investendo nel settore energia? Si va verso un consolidamento delle strategie già avviate o saranno necessari cambi di rotta da parte degli investitori? Al tempo, ci si prepara a un nuovo Decreto Semplificazioni (“il Semplificazioni del Semplificazioni del 2020”), per far fronte all’ormai compresa questione autorizzativa (che si arricchisce ogni giorno di nuova aneddotica): saranno ancora una volta interventi cosmetici o finalmente si sbloccherà l’ingorgo presso gli uffici regionali

 

Questo mentre si avvicina il momento del nuovo PNIEC, del recepimento della nuova direttiva rinnovabili, del burden sharing regionale, della definizione di una nuova fase di incentivi, solo per dirne alcune. E mentre il mercato si interroga sulle prospettive dell’agrivoltaico, evocato come panacea in un contesto in cui le resistenze sul PV agricolo a terra si fanno sempre più forti, e produce qualche nuovo PPA.

 

La cronaca del mercato elettrico sta invero rafforzando un contesto fertile per attirare anche le Corporation in contratti di lungo termine, che realizzano la duplice funzione di strumento di hedging e di attuazione di politiche di sostenibilità. Le forti spinte rialziste, che conducono anche i prezzi forward verso livelli che non vediamo da diversi anni, sono sostenute dalla crescita dei costi variabili della flotta convenzionale, poggiati su gas e permessi di emissione.

 

In particolare, il mercato della CO2 – che ha retto più di altri gli effetti della pandemia nel 2020 – da diverse settimane sta registrando nuovi apprezzamenti, sbriciolando “soglie psicologiche” sempre maggiori. All’alba dell’ingresso nella “Fase 4”, che accompagnerà il mercato fino al 2030, è lecito chiedersi se stiamo entrando in una volatilità da cripto-valuta o se l’ETS sta davvero accomodandosi tra i leader della decarbonizzazione dopo anni da ruolo comprimario? 

 

E’ dunque giunto il momento non solo di individuare le ragioni alla base dei trend più recenti, ma anche di offrire un quadro d’insieme del variegato e non unanime panorama delle view degli analisi del mercato ETS in modo da verificare come rapidamente si sta modificando un consensus che era rimasto quasi immutato per anni, e con esso gli effetti sul mercato elettrico italiano e i prezzi catturati dalle rinnovabili.

 

Nel percorso dall’Europa all’Italia incontriamo il Capacity Market, con la nuova disciplina in fase di consultazione. Le aste del 2021 sono ancora da calendarizzare, ma le novità regolatorie e l’osservazione delle dinamiche di sistema ci consentono di dare risposte, ancorché preliminari, alla domanda: esiste spazio per nuove unità o sarà una partita per soli impianti esistenti?

 

Per informazioni sul LookOut si prega di seguire questo link.

 

 

Careers: posizione aperta in Elemens

 
 

 

La nuova governance dell’energia – Articolo di Elemens per Edison

Sfondo articoli Edison

L’articolo completo è disponibile sul sito di Edison

24 marzo 2021

Lo scorso 12 febbraio, al momento della lettura della lista dei Ministri del nuovo Governo Draghi, un intero settore è balzato dalla sedia: il moto di stupore è derivato non tanto dai nomi letti dal Presidente, quanto invece dalla frase “Ministro dell’Ambiente, che assumerà la denominazione di Ministro per la Transizione Ecologica, assorbendo le competenze in materia energetica allo stato attribuite ad altri Ministeri e che presidierà il costituendo Comitato Interministeriale per il coordinamento delle attività concernenti la transizione ecologica: prof. Roberto Cingolani”.

La notizia, per il vero, arrivava inaspettata solo per chi non avesse seguito i resoconti delle giornate di consultazione – le parti sociali (e in particolare le associazioni ambientaliste) avevano già anticipato l’introduzione del nuovo Ministero: ciò non toglie che, in circa 30 secondi, si sia così cantato il de profundis dell’attuale governance del sistema energetico italiano, imperniata da oltre un secolo su Via Veneto (sede del Ministero dello Sviluppo Economico).

Come noto, infatti, gran parte delle responsabilità strategiche e operative connesse al settore dell’energia – riferibili agli idrocarburi come alle rinnovabili, alla generazione di energia come alla vendita, agli energivori come all’efficienza energetica – erano in capo al Ministero dello Sviluppo Economico, il dicastero al centro di ogni interlocuzione istituzionale per tutti i player di settore, con gli altri Ministeri, quali l’Ambiente, le Politiche Agricole e Forestali, i Trasporti, il MIBACT), che venivano chiamati in causa su specifici aspetti relativi a specifici provvedimenti (come nel caso delle biomasse per le Politiche Agricole e Forestali)…

…prosegue sul sito di Edison

Pubblicato il LookOut 28 (Q1-2021)

 

Elemens ha pubblicato il primo LookOut del 2021, presentato lunedì 22 febbraio 2021. Il titolo del report è stato: Numeri e previsioni per un anno normale.

 

Quali sono i temi del report?

In ogni campo il 2021 si è aperto con un carico di aspettative inevitabilmente elevate.

Anche il settore energia (e in particolare quello delle rinnovabili) non fa eccezione: alcuni provvedimenti di portata molto ampia (dalla definizione del Piano di Ripresa e Resilienza al recepimento della Direttiva rinnovabili) vedranno la luce entro l’anno, mentre altri, come il re-design del mercato elettrico, subiranno – dopo tanto discettare – una concreta accelerazione, mettendo di fronte agli operatori un epocale cambio di prospettiva sulle modalità con cui pianificare i propri investimenti e gestire i propri impianti.

In generale il 2020 ha lasciato al settore una dote enorme in termini di pipeline in via di sviluppo, che ci si aspetta che inizi a maturare già nel 2021 i propri frutti sotto forma di nuove autorizzazioni: in attesa di capire qual è la vera via verso un pieno percorso di decarbonizzazione, le aspettative sulla chiusura dei primi PPA diventano finalmente realistiche, pur restando numerosi ostacoli difficili da rimuovere.

Chi sarà protagonista nel corso dell’anno? Il 2020 appena concluso ha mescolato molte carte nel mazzo, ridefinendo il ranking dei primi asset owner e vedendo nuovi (e talora vecchi operatori) assumere un ruolo da protagonista: ciò ci consente di tracciare una prima mappa strategica dei player attivi in ogni fronte in Italia, permettendoci anche di fare un reality check rispetto ai tanti annunci e press release degli ultimi mesi.

A proposito di player attivi sul mercato, non mancherà la consueta analisi di inizio anno del market share dei trader delle rinnovabili del 2021, la cui evoluzione sarà valutata in un momento in cui si può fare il bilancio del mercato elettrico 2020 e, alla luce dei recenti movimenti rialzisti, gettare uno sguardo su quali driver stanno definendo le aspettative di breve periodo

Aldilà della tradizionale borsa elettrica, non è più possibile prescindere dall’osservazione dei mercati regolati, siano essi esiti di progetti pilota (come i sorprendenti risultati dell’asta Fast Reserve) o meccanismi a regime (l’asta prossima ventura del Capacity Market), che molto ci dicono su come il settore sta approcciando il nuovo promettente segmento dei BESS

Il capitolo sul nuovo design del mercato elettrico si sta arricchendo sempre di più, sia sul versante delle innovazioni già programmate (leggi: cosa ci dice l’Implementation Plan italiano su gate closure dei mercati, cap&floor, sbilanciamenti) sia sul fronte delle nuove idee per una riforma strutturale che assume sempre più un disegno organico, a dimostrazione – una volta di più – dell’importanza di fattorizzare scenari regolatori dentro i forecast di prezzo catturato per pianificare gli investimenti.

Di tutto questo si parlerà nella presentazione del LookOut Q1-2021(#28), in cui Elemens condividerà – come ormai tradizione – le proprie prediction di inizio anno sulla dimensione del mercato e sui temi che monopolizzeranno l’attenzione delle aziende. 

 

Per informazioni sul LookOut si prega di seguire questo link.

 

 

Elemens collabora con la XVI Edizione del Master RIDEF 2.0 (Politecnico di Milano)

 
 
 

 

T. Barbetti modera panel finance a Etalia Summit

 
 
 

 

Studio per Motus-E – mobilità elettrica

Lo studio è accessibile mediante questo link.

Prezzi elettrici in risalita: illusione o realtà? Articolo di S.A. Casa

Per gentile concessione di Rienergia

26 gennaio 2021

Che il 2020 sia stato un anno particolare anche per il mondo dell’energia è evidente a tutti: la situazione emergenziale, divenuta ormai strutturale, introdotta dalla pandemia ha ridotto i consumi elettriciabbassando i prezzi dell’energia (per la prima volta dal 2013 il PUN ha toccato il floor di 0 €/MWh). Se questo da una parte ha ridotto la spesa per i consumatori, dall’altra ha creato qualche mal di testa ai produttori rinnovabili, a causa dell’aumento della cannibalizzazione dei prezzi, e ai termoelettrici che hanno visto il clean spark spread entrare in terreno negativo.

Tuttavia, nonostante i timori di una crisi prolungata, benché il prezzo medio dell’anno 2020 abbia raggiunto il minimo storico, nel secondo semestre il mercato si è attestato a valori non distanti allo stesso periodo dell’anno precedente con una riduzione di 4 €/MWh, in linea con la contrazione della domanda (-3% vs secondo semestre 2019). Infatti, dopo il lockdown primaverile, caratterizzato da una vera e propria serrata di molti siti produttivi, domanda e prezzi elettrici hanno imboccato un trend crescente, invertito solo ad ottobre ma subito recuperato a partire da novembre, che ha portato la richiesta di energia elettrica di dicembre 2020 a superare il valore registrato nel 2019, evento simbolicamente rilevante considerando il contesto in cui si inserisce. Il dato che vede la domanda elettrica del 2020 in contrazione del 5,3% anno su anno non deve quindi trarre in inganno sull’effettivo stato di salute del mercato elettrico: la riduzione è dovuta principalmente ai mesi delle restrizioni più severe per combattere la pandemia, mentre la restante parte dell’anno ha soddisfatto le attese portando i consumi a 302 TWh, lo stesso valore previsto prima dell’estate da Elemens.

Il nuovo anno: commodities, domanda e soprattutto import

Non sorprende, quindi, che il 2021 sia iniziato con i prezzi elettrici in risalita rispetto ai mesi precedenti, ma a fronte della fiammata registrata nei primi venti giorni di gennaio (che vede il PUN crescere del 17% rispetto a dicembre 2020) e dello stato di incertezza che caratterizza i mercati energetici in questo periodo è lecito chiedersi, e cercare di capire, se questo aumento sia dovuto a una fisiologica risposta alla variazione dei classici driver di prezzo o se possa essere ricondotto a un cambiamento strutturale dei fondamentali tale da riflettersi sulle aspettative degli operatori di mercato. A tal proposito, nonostante l’approssimazione che caratterizza questo esercizio poiché concentrato su un periodo di tempo estremamente ridotto, può essere interessante confrontare il PUN delle prime tre settimane di gennaio del 2021 con lo stesso periodo dell’anno precedente valutando l’impatto dei singoli fattori sul prezzo.

Dall’analisi emerge come i tre fattori che solitamente influiscono in maggior misura sui prezzi di mercato – rinnovabili, domanda e costo delle commodities – in questo caso pesino solo per la metà dell’aumento su base tendenziale. Difatti se le rinnovabili – spinte soprattutto dall’eolico che, con una crescita superiore al 30%, bilancia le variazioni di PV e idroelettrico – smussano leggermente i prezzi, la domanda in lieve rialzo e i costi delle commodities in forte aumento (con il prezzo gas che registra un aumento maggiore del 50% rispetto a gennaio 2020) contribuiscono a una crescita significativa del PUN. La spinta decisiva al PUN al superamento dei 60 €/MWh è stata tuttavia data dall’import: gli scambi di energia sulla frontiera Nord con le nazioni continentali si sono ridotti circa del 40% andando ad aumentare la quantità di energia prodotta sul territorio nazionale con l’ovvia conseguenza, come suggerito dalla struttura del costo di generazione termoelettrica, di un innalzamento del Prezzo unico nazionale trascinato anche da una possibile riduzione della pressione competitiva sul parco di generazione. Il crollo dell’import è dovuto principalmente all’innalzamento del costo dell’energia a livello europeo che ha causato la riduzione del differenziale di prezzo tra PUN e zone continentali confinanti (-66% anno su anno) ed ha, a cascata, impattato anche gli scambi con l’Italia. La tendenza bullish che ha caratterizzato i prezzi spot ha diverse cause nei singoli paesi, ma verosimilmente i principali fattori di questo andamento sono da cercare, ancora una volta, nell’aumento del costo delle commodities e della domanda elettrica, quest’ultima alimentata dalle basse temperature (in Spagna i prezzi sono cresciuti fino superare in media i 70 €/MWh, una soglia raggiunta solo da due mesi negli ultimi 5 anni).

Cause delle principali variazioni tendenziali del PUN (elaborazioni Elemens)

Fonte: Elemens

Un mutamento delle aspettative?

Per capire se la fiammata sta producendo effetti strutturali, è utile anche volgere lo sguardo ai futures, valori che più riflettono gli umori degli operatori. L’aumento del PUN, sicuramente unito ad un cauto ottimismo sulla possibilità di contenere la pandemia grazie alla diffusione dei primi vaccini, ha contribuito a rialzare i valori delle quotazioni a termine: è significativo a tal proposito l’esempio dato dal prodotto mensile per il mese di febbraio 2021 che si è apprezzato di circa 10 €/MWh nel solo mese di dicembre, per poi continuare a salire anche nel corso di gennaio. Questo andamento è seguito quasi pedissequamente anche da altri prodotti, come ad esempio il baseload 2022 che crescendo gradualmente ha già recuperato 4 €/MWh nell’ultimo mese. Tuttavia, tale andamento dei mercati, pur collocandosi in un contesto rialzista abbastanza stabile potrebbe essere ancora soggetto ad una significativa volatilità, perfettamente comprensibile vista l’incertezza del periodo che potrebbe aumentare l’instabilità dei mercati.

Per sapere cosa ci riserveranno i prossimi mesi, soprattutto sul mercato a termine, sarà necessario tenere d’occhio le previsioni sull’evoluzione nel breve periodo della domanda elettrica – che risultano significativamente variabili e soggette a repentini cambiamenti legati all’evoluzione della pandemia – e del mercato del gas, recentemente soggetto a forte volatilità congiunturale.  Nel mentre, gli operatori rinnovabili potranno sfruttare questa finestra rialzista per provare ad ottenere condizioni leggermente più convenienti nella stipula dei contratti di lungo periodo.

 

 

Forum Qualenergia 2020, lo studio Elemens per Legambiente

Elemens ha presentato uno studio sulle Comunità Energetiche commissionato da Legambiente, nell’ambito del Forum Qualenergia svoltosi il 2 dicembre 2020. Maggiori dettagli sono disponibili a questo link.

Pubblicato il LookOut 27 (Q4-2020)

 

Elemens ha pubblicato il quarto LookOut del 2020, presentato martedì 24 novembre 2020. Il titolo del report è stato: I prezzi del futuro: gli input, gli output, i colori.

 

Quali sono i temi del report?

Nessuno ha poteri divinatori e non esiste una palla di cristallo, ma l’affidabilità di una previsione dei prezzi è maggiore tanto più si curano due aspetti essenziali in una prospettiva di decarbonizzazione: che il modello restituisca risultati coerenti alle assumptions che lo alimentano e che le ipotesi alla base dello scenario siano solide e analiticamente giustificate attraverso una conoscenza di dettaglio delle specificità italiane.

La presentazione del LookOut sarà dunque dedicata alla scenarizzazione dei prezzi, attraverso un’illustrazione analitica di tutti gli elementi che ci consentono di affermare che anche uno sviluppo di nuovi asset rinnovabili sia possibile e coerente con il mondo che ci aspetta.

Uno dei principali pilastri è il percorso di sviluppo della nuova capacità di fotovoltaico e eolico, e la relativa distribuzione zonale, il cui design non può prescindere da una conoscenza accurata di tutte le pipeline in corso di sviluppo, nonché degli elementi regolatori e normativi che sosterranno la crescita di lungo periodo. Per questo motivo, si analizzeranno le barriere e le opportunità regionali sullo sviluppoeffettuando dei focus sulle Regioni protagoniste di queste settimane (alcune investite da valanghe di istanze di AU) e sui passaggi in cui, in concreto, si stanno arenando le iniziative.

Benché le nostre previsioni di impatto del COVID-19 sulla domanda elettrica del 2020 si stiano concretamente realizzando, l’attualità della crisi sanitaria – e dei suoi effetti socio-economici – ci restituisce paradossalmente maggiori incertezze sull’evoluzione dei prezzi di mercato elettrico nel breve periodo rispetto alle aspettative di lungo periodo. Verso il 2040, il sistema elettrico sarà difatti guidato da una serie di eventi che riplasmeranno un mercato sempre più decarbonizzato, dei game changer che Elemens – alla luce delle prospettive regolatorie e di pianificazione – considera inevitabili per accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili: phase-out del carbone e capacity market, sviluppo dello storage, Thyrrenian link e sviluppo rete, avvento dell’idrogeno – solo per citarne alcuni. 
Per ognuno di essi indicheremo i razionali sottostanti e le assumption evolutive, fino a definire – individualmente e in termini aggregati – gli effetti sui prezzi catturati dalla rinnovabili per giungere a rispondere alla fatidica domanda: i prezzi futuri sono in grado di sostenere gli investimenti di oggi?

 

Per informazioni sul LookOut si prega di seguire questo link.