Storage: studio Elemens per EF Solare

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

10 Ottobre 2019

In un’ipotesi di totale ottimizzazione della gestione degli storage, raggiungere gli obiettivi di diffusione al 2030 previsti dal Pniec porterebbe benefici potenziali ai consumatori per 2,6 miliardi di euro grazie alla riduzione del Pun medio determinata dal time-shifting della produzione rinnovabile. Il dato è contenuto nello studio “Storage: overview, regolazione e business plan in Italia”, a cura di Elemens e realizzato per EF Solare Italia, il primo operatore di fotovoltaico del Paese per potenza installata.

La ricerca, si legge in una nota, ha analizzato a livello tecnico, economico e regolatorio l’utilizzo degli accumuli elettrochimici al litio su impianti fotovoltaici utility scale per la partecipazione al mercato italiano dell’energia e dei servizi di dispacciamento. Lo studio, si legge ancora, conferma il ruolo fondamentale dei sistemi di accumulo per la realizzazione della transizione energetica, permettendo la piena integrazione al mercato elettrico delle fonti rinnovabili non programmabili: proprio su queste si basa infatti il maggior incremento di installazioni al 2030, necessario al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

Secondo lo studio, gli investimenti in questo settore sono frenati dall’incertezza sull’evoluzione del quadro regolatorio italiano, nonostante la prospettiva di una forte riduzione dei costi: a riprova, i Paesi europei in cui si riscontra il maggior numero di progetti sono il Regno Unito e la Germania, dove è presente una regolazione per la partecipazione degli storage al mercato elettrico dei servizi di rete.

“Lo storage è un elemento centrale per lo sviluppo del fotovoltaico”, dichiara Diego Percopo, amministratore delegato di EF Solare Italia. “Potrebbe infatti contribuire alla stabilizzazione dell’andamento dei prezzi nel medio lungo periodo e favorire l’integrazione nel mercato elettrico, facilitando l’accesso ai servizi ancillari alle rinnovabili non programmabili”.

EF Solare Italia ha presentato lo studio nel corso di una tavola rotonda a cui hanno partecipato diversi operatori della filiera elettrica, che si sono confrontati e hanno elaborato una proposta di linee guida utili alla definizione di un quadro regolatorio adatto alla realtà italiana. Quanto discusso nella tavola rotonda, si legge nella nota, è un primo passo di un processo di dialogo costruttivo tra i diversi attori coinvolti che EF Solare Italia vuole portare avanti. Il dibattito ha fatto emergere la necessità di un sistema normativo chiaro e di segnali di prezzo di lungo periodo per permettere uno sviluppo urgente dello storage, sia utility scale sia residenziale, che preveda una maggiore offerta dei servizi di rete.

 

 

 

DL crescita: nuova linfa per l’efficienza energetica – Articolo di Elemens per Edison

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L’articolo completo è disponibile sul sito di Edison

20 Settembre 2019

Fin dai suoi albori, il settore dell’efficienza energetica in Italia è stato oggetto di numerosi interventi normativi frutto di in un processo di perenne revisione e adeguamento degli strumenti di supporto, certificati bianchi e detrazioni fiscali in primis. L’ultima novità riguarda la conversione in legge, a fine giugno, dell’ormai noto DL Crescita, che introduce alcune norme volte a rinvigorire gli investimenti nel settore dell’efficienza energetica.

Il testo originario – che avevamo già analizzato nell’articolo sulla decarbonizzazione – è stato oggetto di numerosi emendamenti mirati da un lato ad estendere alcuni benefici a nuove categorie di interventi, dall’altro a migliorare alcune disposizioni che, nella loro formulazione iniziale, avevano destato preoccupazioni ad alcuni addetti del settore. Ma andiamo per ordine.

Una delle principali innovazioni introdotte dal DL riguardava la possibilità, per i soggetti che accedono ai meccanismi dell’Ecobonus e del Sismabonus (riduzione IRPEF/IRES sulle spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico) di usufruire di uno sconto sulla spesa dei lavori di pari ammontare rispetto all’agevolazione fiscale: in questo caso, la società che ha effettuato gli interventi sarà rimborsata del valore scontato al cliente, sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo. Grazie ad un emendamento, questo sconto è stato esteso anche agli interventi relativi alle ristrutturazioni edilizie, che contempla anche gli impianti fotovoltaici domestici. Questa modifica, dunque, dovrebbe rafforzare ulteriormente il mercato dei piccoli impianti fotovoltaici e, più in generale, quello della generazione distribuita, che dovrà necessariamente giocare un importante ruolo per il raggiungimento degli obiettivi europei al 2030.

L’opportunità per le imprese di assorbire lo sconto dedicato al cliente finale tramite credito d’imposta aveva tuttavia sollevato non poche perplessità da parte di alcune ESCo (in particolare PMI), in quanto caratterizzate da una capacità contributiva non sufficiente a compensare tale sconto per tutti gli interventi realizzati nell’anno. Un emendamento ad hoc, venendo incontro a questa esigenza, ha quindi introdotto la possibilità per la società che effettua i lavori di cedere il credito d’imposta maturato ai propri fornitori, eliminando dunque il vincolo legato alla capacità contributiva della singola impresa. Questa modifica allarga la platea di soggetti che possono diventare titolari del credito fiscale, promuovendo la riqualificazione energetica degli edifici ad opera sia di grandi che di piccoli player di mercato. Ad ogni modo, a testimoniare la convinzione del governo a sostenere la promozione dell’efficienza energetica negli immobili, anche le modalità applicative dell’Agenzia delle Entrate sono state emesse nei tempi previsti dalla legge.

….prosegue sul sito di Edison