Presentato il LookOut 40 (Q1-24)

Elemens ha presentato il primo LookOut del 2024 mercoledì 31 gennaio pomeriggio, in un evento dedicato esclusivamente ai propri clienti iscritti al servizio LookOutIl titolo del report presentato è: “Bolla o non bolla“.

Quali sono stati i temi del report?

Dopo un triennio di immensi annunci e prospettive apparentemente illimitate, nel 2023 la narrativa sulle magnifiche sorti del green ha subito una piccola battuta di arresto. Chi sostiene la velleitarietà di una transizione troppo veloce ha guadagnato spazio nel dibattito, sia all’estero sia in Italia; l’attuale Governo, pur senza particolari manovre di ostruzione, pare inoltre più cauto rispetto a quello precedente nel sostenere la causa delle rinnovabili, forse anche per il progressivo spegnersi dell’energy crunch.

I fatti, però, raccontano altro. Se si guardano i volumi di sviluppo, nel 2023 le rinnovabili italiane hanno tirato tanto quanto nel biennio precedente, probabilmente al massimo tecnico. Le autorizzazioni, atavico vulnus italico, sono addirittura cresciute (seppur sorrette dalla Sicilia), arrivando nei pressi del valore annuo necessario per raggiungere i target PNIEC. Ancora pochi, invece, i grandi impianti in esercizio. Certo, il mercato EPC rimane corto, e ciò si scarica sulle tempistiche di costruzione. Ma in alcuni casi fanno capolino anche gli effetti delle entusiastiche (e fragili) assunzioni di qualche trimestre fa, che avevano condotto il valore dei progetti a livelli prima inimmaginabili. Con il prezzo delle autorizzazioni che cala e le assunzioni sul futuro che si fanno più realistiche, alcuni si affrettano a parlare di una bolla pronta a scoppiare. Sembra, piuttosto, un riallineamento all’ordine naturale delle cose, in cui il principio di realtà torna a prevalere e le redditività dei differenti attori di mercato iniziano a riallinearsi. In altri termini, l’inizio del passaggio a una fase di mercato matura, in cui si iniziano a cogliere anche le nuove prospettive regolatorie che, pur tra alcune incertezze ancora da sciogliere (in primis, le connessioni), accompagneranno il settore per anni.

Come a ogni LookOut di inizio anno, Elemens fornirà dati e risposte su ogni angolo della industry, facendo – come ormai tradizione – le proprie previsioni per l’anno che verrà. Su solare, eolico e batterie verranno svelati numeri e protagonisti di ogni segmento del mercato (dalle istanze alle autorizzazioni, ai cantieri agli impianti in esercizio, dai PPA alle operazioni di M&A, per arrivare al market share dei trader e alla classica mappa strategica degli operatori), insieme alle dinamiche che, nel corso del 2024 e anche oltre, fungeranno da guida per tutto il mercato.

Per informazioni sul LookOut si prega di seguire questo link.

Elemens al Forum di Italia Solare

Oggi il nostro partner Tommaso Barbetti è intervenuto al Forum di Italia Solare, discutendo l’evoluzione del concetto di aree idonee, i numeri di pipeline autorizzato e le prospettive di route to market sul solare, anche alla luce del nuovo energy release.

Elemens Market Advisor nel green loan di ING per i progetti di GR Value

Elemens è stata market advisor per il green loan di oltre 140 milioni di Euro di ING per i progetti di GR Value (Green Resources Value) SpA e Swiss Life Asset Managers, fornendo scenari di mercato elettrico, GO e sbilanciamenti per gli impianti eolici di Lampino (75,6 MW) e Partanna (21,8 MW) e dell’impianto fotovoltaico di Bondeno (7 MW).
Elemens ha inoltre realizzato l’assessment e il sanity check dei long-term PPA siglati con Edison per i progetti di Partanna e Bondeno.

 

Presentato il LookOut 39 (Q4-23)

Elemens ha presentato l’ultimo LookOut del 2023 martedì 7 novembre pomeriggio, in un evento dedicato esclusivamente ai propri clienti iscritti al servizio LookOutIl titolo del report presentato è: “Universi Paralleli“.

Quali sono stati i temi del report?

Modelli di mercato e modelli di sviluppo viaggiano su due binari paralleli, se non divergenti. Sulla definizione delle revenues delle rinnovabili, il Governo – ma forse si può dire l’intero sistema – pare avere le idee chiare, e da tempo. La visione secondo cui la regolazione dovrà intervenire dando alcuni segnali di prezzo di lungo termine non piace a molti. Ma è un elemento ormai consolidato della direzione di policy, su cui tutti gli interlocutori istituzionali si sono posti in modo molto convinto sin dal primo momento. E dunque il DM FER X, ormai in rampa di lancio, ribadisce questo punto, fornendo una chiara visione di sistema per gli anni a venire. Una visione fatta sì di regolazione (ancorché diversa rispetto al passato), ma in cui le ibridazioni con il mondo merchant saranno più che possibili, certamente più che in passato: la coppia CfD-PPA potrebbe diventare un binomio, e non un dualismo come è successo fino ad oggi.

Guardando ancora oltre, la prospettiva del “modello decentralizzato” – fondato su un sistema che può funzionare solo se tutti gli ingranaggi si incastrano perfettamente – introdurrebbe la necessità di una gestione di rischi già tipica delle utilities e dei trader ma attualmente sconosciuta agli operatori “puri” delle rinnovabili. In quest’ottica, i prodotti di time shifting possono fare comodo ma, prima di intuirne la potenzialità, occorre ancora completare il grande mosaico regolatorio delle aste degli storage che, con lo studio tecnologico di Terna, ha visto aggiungersi un primo tassello utile a fornire qualche prima coordinata quantitativa.

Questo ampio disegno italiano di riforma si inserisce in un’attualità che vede l’accordo europeo sul market design, anch’esso orientato a valorizzare lo strumento dei CfD, e sull’estensione del cap ai ricavi delle fonti inframarginali data la nuova minaccia di una crisi energetica e dei prezzi per motivi geopolitici.

Se è chiara la visione sui ricavi, molto meno lo è quella sullo sviluppo: predire oggi dove gli operatori dovranno guardare per realizzare le loro iniziative – e come dovranno realizzarle – è ancora difficilissimo: ogni certezza che di volta in volta pare acquisita viene spazzata via dal “successivo provvedimento”, lasciando la sensazione che la discussione sullo sviluppo sia terreno di conquista per i vari interessi corporativi. Ciò nonostante, una visione de minimis si va man mano rafforzando, almeno sul solare: a discapito delle rassicurazioni, gli impianti si faranno per lo più in area idonea, o comunque in assetto agrivoltaico avanzato, con buona pace della compressione degli LCOE – queste almeno le sensazioni lasciate dal DM aree idonee.

Per informazioni sul LookOut si prega di seguire questo link.

Elemens all’inaugurazione del progetto Partinico – Monreale di ERG

Oggi a Palermo abbiamo presentato uno studio sulle potenzialità del repowering eolico, realizzato per Erg in occasione dell’inaugurazione del progetto di Partinico – Monreale.

Elemens al Convegno di Legambiente sull’efficientamento energetico

In data odierna il nostro analista Alessandro Miro ha partecipato come relatore al convegno di Legambiente in collaborazione con Kyoto Club, Civico 5.0, Lower Embodied Carbon Emissions e Nest Servic dedicato all’efficientamento energetico.

Alessandro ha presentato il report “La decarbonizzazione del riscaldamento domestico”.

Elemens sul Corriere della Sera Economia

Sul Corriere della Sera Economia un lungo approfondimento sulle Rinnovabili all’ italiana, basato sui numeri elaborati per il Corriere dall’Osservatorio REgions2030 (progetto di Elemens e Public Affairs Advisors)

Il link all’articolo: https://www.corriere.it/economia/energie/notizie/rinnovabili-all-italiana-perche-9-progetti-10-restano-sospeso-anni-2896c21a-6c3a-11ee-a437-3a68a8fcaf03.shtml

 

Elemens al convegno ZEROEMISSION MEDITERRANEAN 2023

Il nostro Partner Andrea Marchisio in data 10 ottobre 2023 ha partecipato in qualità di speaker all’ evento ZeroEmission Mediterranean 2023 trattando il tema del capacity market nel market design per la decarbonizzazione.

 

Elemens al Convegno Renael

Il 5 ottobre il nostro Partner Tommaso Barbetti ha partecipato al meeting annuale della rete delle agenzie energetiche locali (Renael) dedicato alla discussione delle principali tematiche energetiche del momento.

Tommaso ha presentato il report sulla riqualificazione energetica del patrimonio pubblico.

The future DM FER X: key points and issues about the new massive CfD tool for Italian renewables

Tommaso Barbetti, partner of Elemens

Published on Quotidiano Energia in Italian on the 4th of October, 2023

Some consider it dirigiste. Others the pivot around which much of the transition will revolve, “still an improvement over the past.” Still, others see it as a “necessary evil,” and some view it as a pointless measure.

It is excessive to label it divisive, but the future DM Fer X, the significant “incentivization” measure for renewable energy sources that will be approved in the coming months, seems to have stirred various reactions, at least in the debate. We’ve enclosed the term “incentivization” in quotes because access to the mechanisms of DM Fer X won’t necessarily guarantee economic incentivization (meaning access to a higher selling price of energy compared to the market price) to the producer. However, it will certainly offer the producer the opportunity to fix a portion of their revenue with the state, although this price may, in some cases (and reasonably so, at least in the initial years), be lower than the market price.

The mechanism through which this will happen – the two-way contract for differences – is well-known in Italy, having been used, specifically for renewables, in the 2019 DM Fer (also during the crisis with the controversial measure on extra renewable revenues). However, compared to the previous DM Fer, this measure is at least ten times larger. The indicative volumes shown in the consultation (60 GW to be included in the mechanism over the next 5 years) suggest that the majority of the renewable market will pass through here – perhaps even agricultural photovoltaics, which was excluded until now.

So, was this measure really necessary in the “age of market parity”? Is this dirigisme?

With DM Fer X, the system seems to express the concern – explicitly mentioned on multiple public occasions by the authorities – that the market alone may not be able to handle all the risks arising from such rapid and massive growth of renewable sources. In other words, market parity is a dynamic concept, and what seems to be in market parity today might not be tomorrow, due to changes in energy prices triggered by renewables themselves or even by a potential increase in Capex.

It’s also possible that, regarding Power Purchase Agreements (PPAs), the growing pool of potential buyers might not be sufficient, at least in some market phases, to follow the growth trajectory leading to the objectives. This is a risk the government evidently does not want to take.

Paraphrasing the institutions’ possible thought process: if the objective is set by regulation and is not the market equilibrium point, how can the market alone lead to the objective? In this sense, it can’t be said that DM Fer X comes “out of the blue.” Instead, it is the result of a debate that has been ongoing for years and accelerated during the energy crisis.

Some level of regulatory intrusiveness is undeniable (here, as in other provisions such as the decree on suitable areas). However, it seems excessive to speak of dirigisme. Dirigism would be the appropriate term, on the other hand, if DM Fer X were a precursor to future measures aimed at ensuring the state’s “physical” availability of energy to pursue its industrial policy objectives (e.g., energy release). In that case, market space would be compressed significantly.

Once DM Fer X will be approved, will it still be possible to do PPAs?

Certainly, the auctions for CfDs will represent a though “competitor” for the merchant world, especially considering that projects participating in the mechanism will have some competitive advantages over PPAs, such as inflation-adjusted tariff arrangements and almost zero curtailment risk. However, the actual competitiveness will depend on auction base values and the level of participation in the procedures. In our expectations, it’s unlikely that we’ll see 12 consecutive procedures closing with under-subscription again, partly due to the system’s new possibility to adjust tariffs and volumes year by year to adapt to the context.

Furthermore, the possibility is introduced to register only a portion of the plant’s capacity in the CfD procedure, allowing the producer to manage the remaining part in the market. Without going so far as to say that this element could even provide a boost to PPAs, we can state that coexistence on the same project between a CfD, which would facilitate bankability aspects, and a PPA, which would allow for potential market-driven opportunities, would become possible.

Considering the failure of DM Fer – reiterated by the results of the last auction – was it necessary to persist on the same path?

DM Fer X seems better than its predecessor for several reasons, mostly attributable to its greater flexibility, with some elements favoring operators and others favoring the system. Among the former, we’ve already mentioned inflation adjustments, the option to register only a portion of the plant in the auction, and the reduction of curtailment risk. Among the latter, the ability to review volumes and tariffs year by year to avoid over-remuneration and failed auctions. Additionally, DM Fer X will include several location-based signals aimed at directing operators to areas where the system needs them most. These are not zone-based volumes, as many expected (or understood), but rather coefficients (also updated annually) that will prioritize certain areas over others in the ranking. This element could improve the mechanism’s efficiency but is also susceptible to “regulatory errors,” as is inherent in such instruments.

Between the two proposed models (the classic and the “standard profile” model), which will prevail?

In addition to the classic model discussed earlier, DM Fer X introduces an alternative model where the operator accesses the CfD not for all the energy produced but only for the part that fits within a profile chosen by the system (e.g., baseload). In this mechanism, the photovoltaic producer, to access the CfD, would need to produce even at night, using other resources in addition to their own facilities, primarily storage (their own or third-party through time-shifting products resulting from procedures organized by Terna under Article 18).

This mechanism, while more refined, is also more complex and appears to have left many renewable operators cold, as they seem to prefer the certainties offered by the classic model over the standard profile model, which brings with it the initial features of a completely new market design. The consultation document also hints at its gradual integration into the system, to test its actual functioning in the market.