Convegno Nazionale Regions

È stato presentato oggi a Roma il report di REgions2030, in cui abbiamo dato a ciascun aspetto del permitting e a ogni regione italiana un rating e outlook in funzione della loro efficacia e performance.

L’evento è stato introdotto da Giovanni Galgano managing director di Public Affairs Advisors e moderato da Romina Maurizi direttrice di Quotidiano Energia.

Fulcro della discussione il report con i rating presentato da Tommaso Barbetti, founding partner di Elemens, e commentato da Massimiliano Atelli, Presidente della Commissione VIA-VAS e della Commissione PNRR-PNIEC presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dalle Regioni rappresentate da Anita Pili, Assessore all’Industria della Regione Sardegna e Coordinatrice della Commissione ambiente, energia e sostenibilità Conferenza delle Regioni, Cosimo Latronico, Assessore all’Ambiente e all’Energia Regione Basilicata, Roberto Morroni, Assessore alle Politiche agricole e tutela e valorizzazione ambientale con delega all’Energia Regione Umbria, Morena Diazzi, Direttore Generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro, Imprese Regione Emilia_Romagna.

Le conclusioni sono state affidate a Federico Boschi, Capo Dipartimento Energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

REgions2030 è un progetto di Elemens e Public Affairs Advisors con la media partnership di Quotidiano Energia.

Elemens al World Hydrogen & Renewables Italy summit

Il 2 e 3 maggio 2023 il nostro partner Tommaso Barbetti ha partecipato al World Hydrogen & Renewables Italy summit, tenendo un discorso sullo stato delle autorizzazioni in Italia e presiedendo un panel con alcuni leader del settore.

Elemens in RAI

Oggi, 11 aprile 2023, il nostro partner Tommaso Barbetti è intervenuto nella trasmissione Focus Economia di Rai News 24 con alcune riflessioni sull’andamento della produzione di energia rinnovabile, sull’evoluzione del permitting e sulle recenti dichiarazioni del Governatore della Regione Sicilia.

 

 

 

 

Elemens all’Italian Renewable Summit 2023

Il 30 marzo 2023 il nostro partner Tommaso Barbetti ha partecipato, in qualità di speaker a due panel e di moderatore a un terzo panel, all’Italian Renewable Summit, un evento in cui si sono riuniti tutti i  principali stakeholder, istituzionali e di mercato, dell’intero Ecosistema delle Rinnovabili in Italia.

Maggiori informazioni a questo link: https: https://utilitenergy.it/evento/11578/italian-renewables-summit-2023/speaker#

Elemens sul Corriere della Sera

Sul Corriere della Sera un lungo approfondimento a schede basati sui numeri di Elemens e sul progetto REgions2030 (sviluppato da Elemens e Public Affairs Advisors, con la media partnership di Quotidiano Energia). Si tratta di un’anticipazione dei temi che discuteremo a Roma a maggio, nel convegno nazionale che chiuderà la stagione 22-23 del progetto.

Il link all’articolo: Energie rinnovabili, i permessi per i nuovi impianti: sale il solare, scende l’eolico. Puglia «tappo» d’Italia – Corriere.it

Elemens on the Press

I dati presentati ieri da Elemens a K.EY – The Energy Transition Expo sono stati ripresi su Il Sole 24 Ore e su Il Foglio, oltre che dalla rassegna Morning del Post.

Di seguito trovate i link agli articoli:

Il Sole 24 ore: Lo stop di Regioni e soprintendenze: 1364 impianti rinnovabili in lista d’attesa – Il Sole 24 ORE

Il Foglio: Per le rinnovabili boom di autorizzazioni nel 2022 : il vero ostacolo è la burocrazia | Il Foglio

 

 

 

 

Elemens a K.EY

Nell’ambito di K.EY, il principale evento sulle rinnovabili italiane che si è svolo a Rimini dal 22 al 24 marzo 2023, Elemens è intervenuta portando il suo punto di vista in 3 conferenze.

In particolare, il nostro business analyst Andrea Musso ha effettuato una presentazione all’interno del convegno “Scacco matto alle rinnovabili” organizzato da Legambiente, con una presentazione sui numeri del permitting Italiano.

Poi, il nostro partner Tommaso Barbetti è intervenuto con una presentazione nell’ambito del convegno “Il gap formativo per la transizione energetica: le risorse necessarie per lo sviluppo” organizzato da RWE, analizzando il carico di lavoro in mano alle amministrazioni che procedono alle valutazioni dei progetti green in Italia e le competenze che è necessario che vengano acquisite da parte degli organici della PA.

Infine, Tommaso è intervenuto come keynote speaker nel seminario organizzato da ANIE Rinnovabili dal titolo “Gli effetti degli iter autorizzativi sulle richieste di connessione”

 

Presentato il LookOut 36 (Q1-23)

Elemens ha presentato il primo LookOut del 2023 martedì 28 febbraio pomeriggio, in un evento dedicato esclusivamente ai propri clienti iscritti al servizio LookOutIl titolo del report presentato è: “L’anno della Marmotta“.

Quali sono i temi del report?

Il 2022 è stato un vero e proprio spartiacque nel mondo dell’energia: la crisi internazionale ha messo in luce le fragilità del nostro sistema
energetico, portando all’affannata ricerca di correttivi e nuove prospettive.

La spinta narrativa verso un mondo decarbonizzato si è fatta improvvisamente forte, esaltando il ruolo delle rinnovabili e dello storage. Ma se lo sfondo è nitido, i dettagli in primo piano sono ancora sfocati, sebbene l’osservatore più acuto possa già provare a evidenziarne in contorni.

Autorizzare più rinnovabili: sì, ma come? Le autorizzazioni (almeno sul solare) stanno arrivando. Tutto questo accade però in una sorta di
sospensione su quali siano le idee del sistema sul permitting: le recenti semplificazioni hanno forse aggiunto entropia, mentre i concetti di aree idonee e di agrivoltaico rimangono ancora in attesa della definizione finale lasciando solo intravedere la strada ottimale a chi fa sviluppo. E accade in un quadro di saturazione delle connessioni alla rete, la cui disciplina sarà con tutta probabilità rivista in qualche suo elemento, al fine di evitare l’esplosione del sistema.

E, una volta realizzati in quale modello di mercato vivranno questi nuovi asset? Proprio ora è in consultazione la revisione del market design a livello Europeo – un design che così nuovo, almeno se confrontato con la regolazione italiana già vigente, non è.

I punti aperti sono tanti, dunque: ma la paura che si stia aprendo una fase di pericolosa incertezza non deve prevalere, perché il futuro sembra percorrere – evolvendole – direttrici già intraprese, lasciando immaginare anche gli impatti sul mercato (chi farà cosa? A che prezzi si compreranno i progetti? Dove si è spostata la competizione? Quale sarà la route to market?). I dubbi restano piuttosto sulle tempistiche: il 2023 sarà l’anno che fornirà tutte le risposte oppure, come nel celebre film, ci troveremo a vivere – uguale a sé stesso – l’ennesimo anno della svolta attesa e posticipata?

Le risposte sono a portata di mano per chi guarda dati e contesto. Per questo Elemens, come a ogni LookOut di inizio anno, ha fatto il punto sui numeri del settore e sulle strategie degli operatori, effettuando al contempo le proprie previsioni per il 2023. Mostreremo il ranking degli operatori più attivi in ciascun segmento (dagli asset in esercizio fino allo sviluppo PV, wind e storage, dagli annunci di pipeline fino ai deal conclusi, fino infine al market share del trading su rinnovabili), dando conto (e conti) delle principali operazioni e andando, in ultima istanza, a definire una nuova mappa strategica del settore.

Per informazioni sul LookOut si prega di seguire questo link.

Aste Fer: i perché della bassa partecipazione – articolo di T. Barbetti

Il nostro Partner Tommaso Barbetti ha scritto un articolo per Quotidiano Energia intitolato: “Aste Fer e il perché della bassa partecipazione”, pubblicato il 31 maggio 2022.

Di seguito il testo dell’articolo:

Aste Fer: i perché della bassa partecipazione

Il grosso delle autorizzazioni sono sul FV agricolo, che non può partecipare. Peccato non aver potuto spostare l’ultima procedura. Le lezioni e le sfide da cui ripartire.

Solo per i più distratti gli esiti della prima asta Fer del 2022, pubblicati ieri a tarda notte, saranno risultati sorprendenti. Certamente nessuno si aspettava l’esaurimento del contingente, superiore a 2,3 GW. Ma in diversi contavano su un livello di partecipazione in linea con quello dell’ultima procedura (oltre 1 GW), aggrappandosi forse alla nascente narrativa delle semplificazioni e dello sblocco dei progetti: invece, sono stati assegnati appena 317 MW, poco più del 10% del contingente disponibile (ça va sans dire, a ribassi minimi).

Beninteso, nell’ultimo periodo il ritmo dei progetti autorizzati è aumentato e non poco: da novembre (chiusura dell’ultima asta del 2021) a gennaio (chiusura della prima asta del 2022) sono state rilasciate autorizzazioni alle rinnovabili per circa 800 MW. Com’è dunque possibile che la partecipazione all’asta sia stata così bassa?

C’è chi sostiene che possa dipendere dai nuovi scenari sui prezzi energia, che spingerebbero gli operatori con progetti autorizzati verso il merchant, allontanandoli così dalle aste. Ipotesi questa che, nonostante le trattative per nuovi Ppa stiano impazzando (soprattutto sul solare), pensiamo di poter scartare, per il momento: vuoi perché le aste del Gse non precludono definitivamente l’accesso al mercato (sia nei 18 mesi dopo l’entrata in esercizio, sia – anche in seguito – nel caso in cui si decida di rinunciare all’incentivo), vuoi per l’atteggiamento guardingo degli operatori, disorientati sia dalla volatilità del mercato sia dalla mano della legislatore che è calata sui prezzi (Sostegni-ter e Taglia Prezzi), in un mondo in cui il confine tra strumenti regolati e di mercato è (e sarà) sempre più labile.

Vale dunque la pena spostare l’attenzione sulle caratteristiche dei progetti autorizzati nel periodo di interesse. Si noterà che la maggioranza di essi (550 MW) sono progetti fotovoltaici in area agricola: per essi la partecipazione in asta è a tutt’oggi vietata (anche per i c.d. agrivoltaici, sebbene il Decreto Semplificazioni 2021 abbia nominalmente rimosso il divieto: in attesa che venga introdotta in normativa una definizione precisa di cosa sia l’agrivoltaico, il Gse non consente l’iscrizione di questi impianti). Restano dunque i soli progetti di fotovoltaico in area industriale e gli eolici, che ammontano appunto a 250 MW, un valore non sorprendentemente prossimo al livello di partecipazione all’asta.

Queste numeriche, oltre ad offrire un valido razionale sul livello di partecipazione alle aste, restituiscono anche una migliore chiave di lettura sull’andamento delle autorizzazioni alle rinnovabili: un fenomeno che va analizzato non nel suo insieme, ma con riferimento agli specifici trend – così diversi tra di loro – di ciascuna tecnologia e, soprattutto, di ciascuna Regione Italiana.

Domani si riparte con una nuova asta, l’ultima prevista dall’estensione del DM Fer apportata dal Dlgs 199/2021. Il livello di autorizzato nei primi mesi del 2022 è ancora aumentato, ma rimarranno valide le considerazioni di cui sopra: il grosso dei nuovi progetti sarà soprattutto PV in area agricola, dunque non iscrivibile in asta. Una sorta di paradosso, nel momento in cui si invoca a gran voce il “disaccoppiamento del prezzo delle rinnovabili da quello del gas”, fattispecie di cui le aste Fer sono una delle possibili espressioni, e al contempo si lamenta la bassa partecipazione nelle aste italiane rispetto a quelle del resto d’Europa.

Salvo sorprese, la storia del DM Fer si chiuderà con una quota di contingente non assegnato. In tal senso, è un peccato che – apparentemente per ragioni di compliance con le Linee Guida Europee sugli Aiuti di Stato – non sia stato possibile posticipare l’asta a dopo l’estate, quando forse sarebbe stato lecito attendersi un livello di partecipazione maggiore. Ciò anche tenuto conto che il decreto delle “nuove aste” (il c.d. DM Fer 3: prevedrà, tra le altre cose, aste per eolico onshore e fotovoltaico per i prossimi 5 anni) appare ancora lontano dall’essere approvato e che quindi si andrà verso uno stop&go dello strumento.

Ripartiremo nel 2023 con una serie di “lessons learned” e con sfide nuove: tra le lezioni, l’aver compreso che il successo di un’asta dipenda da un attento bilanciamento del livello dei contingenti, delle tempistiche di svolgimento delle procedure, delle basi d’asta (specie in tempi di crisi della supply chain, con incrementi di Capex che fino a pochi mesi sembravano impossibili da immaginare) e dei requisiti di partecipazione, ove alcuni vincoli – come quelli sul fotovoltaico agricolo – paiono ormai superati dalla storia. Tra le sfide: accelerare l’integrazione dello storage nel mercato e consentire alla crescente domanda di Ppa dei consumatori finali di esprimersi senza interferenze.

Presentato il LookOut 35 (Q4-22)

Elemens ha presentato l’ultimo LookOut del 2022 mercoledì 14 dicembre pomeriggio, in un evento dedicato esclusivamente ai propri clienti iscritti al servizio LookOutIl titolo del report presentato è: “Greed for grid”

Quali sono i temi del report?

300 GW: è questo l’impressionante valore a cui si approssimano ormai le richieste di connessione per impianti a fonti rinnovabili in Italia. Un valore che – come notava la stessa Terna – supera di 3 volte, e con 8 anni di anticipo, l’obiettivo al 2030. Un valore che tuttavia raccontamolto delle dinamiche di sviluppo in Italia, dove l’approccio difensivo di diversi operatori, indotto dall’inefficienza del permitting (chiedere 100 per autorizzare 10), innesca un circolo vizioso fatto di saturazione virtuale, onerosissimi rinforzi di rete e STMG vendute poche ore dopo il loro ottenimento. Un valore, infine, che anticipa importanti cambiamenti che inevitabilmente avverranno, nei prossimi mesi, sulle dinamiche di connessione: del resto, le esperienze dei nostri partner europei insegnano.

E’ forse questo oggi il principale “issue” che, chi fa sviluppo in Italia, dovrebbe tenere in considerazione: un issue che però al momento il mercato sembra per lo più ignorare, con il valore dei progetti che raggiunge vette inesplorate contro ogni evidenza su quanto potrà avvenire nei prossimi mesi. Regolazione dei ricavi (con il cap in via di arrivo), incremento degli LCOE (CAPEX aumentati, inflazione, debito costoso, WACC accresciuti), aumento delle autorizzazioni disponibili: tutti elementi che dovrebbero spingere verso il basso il valore dei progetti. Eppure…

A brevissimo conosceremo come gli Stati Membri e l’Italia applicheranno il cap europeo sui ricavi a mercato delle rinnovabili, ormai certamente in vigore fino a marzo 2023 e poi chissà.

In questo “chissà” si trova il potenziale impatto sulla redditività delle iniziative merchant valutate nello scenario di prezzo di Elemens.

L’incremento di attrattività della soluzione PPA per i produttori di conseguenza cresce, anche per la bancabilità che sembra ormai consolidata nel caso di rispetto di determinate condizioni. Lato consumatori, invece, la crisi energetica ha acceso un fortissimo interesse verso i Corporate PPA, caratterizzati da prezzi al cliente finaleche in alcuni casi possono essere molto diversi dai prezzi industrialiprincipalmente legati all’evoluzione degli LCOE e che soddisfano l’investitore. In mezzo ai due prezzi si trovano i rischi che né il produttore, né il consumatore finale intendono generalmente assumersi. Tra essi primeggia la CCT – esplosa nel 2022, non direttamente controllabile dalle parti ma legata allevoluzione del sistema elettrico e della rete – la cui stima a lungo termine è ancora più essenziale.

 

Per informazioni sul LookOut si prega di seguire questo link.