“Otto interventi per un’Italia climate neutral al 2040”

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

 

3 Dicembre 2019

Sono 8 gli interventi che secondo lo studio realizzato da Elemens per Legambiente che potrebbero permettere la neutralità carbonica dell’Italia già al 2040, ma tra questi non ci sono l’eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi né la carbon tax. “La raod map e le policy per la decarbonizzazione al 2040 in Italia”, presentata oggi a Roma in occasione del forum Qualenergia, mette in primo piano il potenziamento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza: “quello che serve è un drastico cambio di passo rispetto all’attuale Piano energia e clima (Pniec) proposto dal governo” che è “poco ambizioso negli obiettivi”, sottolinea Legambiente in una nota.

Adottando gli obiettivi di decarbonizzazione indicati da Legambiente e coerenti con il contenimento del riscaldamento globale entro 1,5°C, Elemens ha sviluppato due scenari in grado di raggiungere emissioni nette zero nel 2040 ed emissioni nette zero nel 2050 grazie anche al contributo degli assorbimenti di CO2.

La prima e più importante misura, si legge nella presentazione, sarà la semplificazione delle autorizzazioni: per l’eolico, si legge, le Regioni devono aumentare di almeno 7 volte il ritmo di rilascio delle autorizzazioni uniche rispetto alla media degli ultimi 3 anni. Per il fotovoltaico le Regioni devono aumentare di almeno 15 volte il ritmo di rilascio delle AU rispetto alla media degli ultimi 3 anni, “pur viziata dalla presenza di pochi progetti”. Le comunità energetiche nel disegno Elemens-Legambiente potranno alleggerire la pressione sugli uffici regionali attraverso procedure semplificate. La regolazione dell’autoconsumo e lo sviluppo di prosumers ed energy community, prosegue lo studio, sono infatti la seconda fondamentale linea di intervento. Seguono la promozione degli accumuli di grande e piccola taglia, un più incisivo impulso all’efficienza energetica, l’elettrificazione delle città a partire dallo sviluppo di metro e tram, con l’elettrificazione dei trasporti e il soddisfacimento dell’intero fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento unicamente da fonti rinnovabili (solare termico e biomasse) e, soprattutto, da pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici di taglia residenziale. Ultimi punti indispensabili il potenziamento delle infrastrutture di rete e lo sviluppo del biometano da rifiuti e scarti agricoli.

“L’adozione delle policy individuate per realizzazione dello scenario «zero emissioni» proposto da Legambiente – conclude la presentazione – possono essere la base per innescare un significativo ciclo di investimenti nel settore energetico con conseguente impatto occupazione, soprattutto nel settore dell’efficienza energetica, maggiormente labour-intensive”.

 

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