Elemens al Politecnico di Torino

Elemens continua la propria collaborazione con il mondo dell’accademia, effettuando una docenza per il Master in Innovazione nell’Efficienza energetica e Sostenibilità nell’industria e nei servizi, organizzato dal Politecnico di Torino. Il focus della docenza sono stati i modelli di sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia.

Presentato il LookOut 21

 

Nella consueta cornice di Palazzo delle Stelline, Elemens ha presentato in un evento a porte chiuse riservato ai propri clienti il LookOut 21. Il titolo della giornata è stato “SEN: andata e ritorno”, con riferimento ai contenuti del recente Piano Clima Energia (in larga parte sovrapponibili a quelli della SEN del 2017). I temi affrontati hanno spaziato dalla prospettive di crescita delle rinnovabili al 2030, all’emanando Decreto rinnovabili, a una ricognizione dell’asset ownership in Italia, al dettaglio dei PPA stipulati fino al consueto focus sul mercato elettrico. Presenti all’evento oltre 110 persone e 60 aziende, con tutti i principali protagonisti del mercato italiano.

Le ragioni dell’aumento dei prezzi dell’energia elettrica in Italia nel 2017 – A. Marchisio per Rienergia

Per gentile concessione di Rienergia

 

L’aggiornamento delle condizioni economiche dei consumatori in Maggior Tutela deliberato dall’Autorità il 28 dicembre 2017 ha provocato diverse reazioni, politiche e non, che hanno criticato l’operato del regolatore, responsabile – a dire di alcuni negazionisti delle ragioni del mercato – di aver reso più onerosa l’energia elettrica per le famiglie italiane.

La nostra Autorità, tuttavia, ha solo formalizzato qualcosa di cui tutti dobbiamo prendere atto: nell’ultimo trimestre i prezzi di mercato sono aumentati in misura sostanzialmente coerente con il trend del PUN di tutto l’anno 2017 che, rispetto all’anno 2016, è cresciuto in termini tendenziali del 27%.

Tutto ciò non è avvenuto per decisione di qualche funzionario ma è strettamente connesso a dinamiche di mercato, che sono il risultato della convergenza delle circostanze strutturali e congiunturali dei fondamentali del sistema elettrico.

Per cominciare a comprendere cosa ha caratterizzato il mercato elettrico del 2017, occorre innanzitutto escludere la domanda tra i principali driver: i volumi acquistati su MGP sono cresciuti dello 0,9% rispetto all’anno scorso, troppo poco per giustificare un impatto di qualche rilievo.

È invece ben più importante capire gli eventi che hanno influito sulla struttura e i costi dell’offerta per servire tale richiesta di energia elettrica, e per farlo può essere utile riassumere la cronaca di alcuni fatti significativi occorsi durante l’anno appena concluso:

  • L’apprezzamento del gas naturale

Già dai primi mesi del 2017, il prezzo del gas ha registrato un sensibile incremento, tornando a superare i 20 €/MWh al PSV nel corso del primo trimestre. Anche nel resto dell’anno i prezzi sono rimasti sempre superiori a quelli del 2016, con un incremento tendenziale stimato superiore al 22% (articolo Alba Soluzioni).

  • La crisi del nucleare francese

Cominciata nell’autunno del 2016, la crisi del parco termonucleare d’Oltralpe ha condizionato anche il mercato elettrico italiano fino a febbraio del 2017 – mese in cui, riavviati tutti gli impianti, sono ripresi i consueti volumi in importazione. I problemi del nucleare francese non si sono però totalmente risolti: ad agosto, la fermata di alcuni impianti ha nuovamente ridotto le importazioni, ma ancora più rilevante è stato l’impatto della fermata di una ventina di reattori nel corso di ottobre – sempre a causa di controlli sulla sicurezza e manutenzioni straordinarie – poi riavviati nel corso di novembre (articolo Vincenzo Bianco).

  • La crisi dell’idroelettrico italiano

Nel corso degli ultimi 5 anni, la produzione idroelettrica italiana sta registrando un incessante calo a causa di sempre minori disponibilità idriche, con un livello di riempimento dei bacini ai minimi storici. Per dare un’idea, la produzione idroelettrica del 2017 si è ridotta del 14% rispetto al 2016 e del 28% rispetto al 2013. In particolare, la minor produzione ha caratterizzato la parte centrale dell’anno e il mese di novembre (-37% rispetto a novembre 2016) (articolo Alessandro Sapio).

  • Questioni infrastrutturali

Sul fronte elettrico, l’interconnessione con la Sicilia, anche perché oggetto di manutenzioni programmate soprattutto nel corso di ottobre, ha raggiunto i propri limiti di transito con una frequenza quattro volte superiore rispetto all’anno 2016.

L’infrastruttura di trasporto del gas ha invece fatto tribolare istituzioni e mercati soprattutto in chiusura d’anno: già in “pre-allarme” ad inizio del mese di dicembre per effetto delle manutenzioni sul gasdotto tedesco Tenp, il Mise è arrivato a dichiarare lo “stato di emergenza” il 12 dicembre a seguito dell’esplosione avvenuta presso l’hub austriaco di Baumgarten.

Nel tentativo di mescolare e distillare tutti questi eventi, il grafico seguente raffronta su base trimestrale il PUN medio, il prezzo PSV medio e la domanda, con evidenziazione della domanda residua – vale a dire il mercato contendibile da parte degli impianti termoelettrici e, in particolare, dei CCGT – i principali price-maker del mercato italiano.

PUN, PSV e struttura di offerta e domanda

Fonte: Elaborazioni Elemens su dati GME, Terna

Si può osservare che la formazione del prezzo segue anche nell’anno 2017 il paradigma che da tempo caratterizza il mercato elettrico italiano: la dinamica del PUN è strettamente correlata all’andamento del prezzo del gas naturale, ma quest’ultimo si trasferisce sui prezzi di mercato elettrico sulla base dell’effetto moltiplicatore o demoltiplicatore della domanda residua. Tale meccanica ci spiega che è in funzione della dimensione della domanda al netto delle fonti rinnovabili e del saldo estero che i price maker a gas sono in grado di applicare maggiori o minori spark spread (margini sui costi variabili). Per il 2017, ciò è osservabile nel secondo trimestre (minore domanda residua / minore differenziale tra PUN e PSV) e nell’ultimo trimestre (maggiore domanda residua / maggiore differenziale tra PUN e PSV).

Elemens stima che quasi due terzi dell’incremento del PUN siano dovuti al maggior prezzo del gas naturale e il restante terzo sia imputabile alla minore pressione competitiva dell’import estero e dell’idroelettrico (nonché, in misura relativamente inferiore, ai vincoli di rete).

Il perdurare delle criticità del nucleare francese e della scarsa idraulicità italiana sembrano suggerire che queste spinte rialziste possano non essere puramente congiunturali e che rischino di riproporsi anche nel prossimo futuro, a tutto vantaggio del parco termoelettrico nazionale e – forse – dell’economicità del capacity market in arrivo.

Ciclo di incontri di Elemens per Energy Wave

Energy Wave (Gruppo Restiani) ha invitato Elemens allo svolgimento di due seminari interni, in cui Andrea Marchisio e Tommaso Barbetti hanno avuto la possibilità di condividere la loro visione sul mondo del mercato elettrico e sulle nascenti Energy Community con i dirigenti e ai funzionari della società, il cui focus è la vendita al dettaglio dell’energia e l’offerta di soluzioni di efficienza energetica.

Elemens advisor Repower

Elemens ha avuto il piacere di assistere Repower come advisor di settore nella valutazione degli asset e nell’avvio della trattativa con Omnes. Si tratta di una delle principali operazioni di M&A del 2018 (quasi 100 MW su 3 fonti) che ha dato vita a un nuovo soggetto che si candida come protagonista nella prossima fase di crescita delle rinnovabili in Italia. Ecco il link all’articolo di Repubblica.

Elemens speaker al convegno annuale di AEIT

Elemens è intervenuta al consueto appuntamento annuale di AEIT con una presentazione di Andrea Marchisio sugli strumenti per raggiungere i nuovi obiettivi di mix elettrico al 2030. Al convegno hanno partecipato anche ARERA, Terna e RSE.

 

Elemens speaker al customer event di GE Renewables

Elemens è intervenuta nel corso del customer event di GE Renewables con un intervento di Tommaso Barbetti relativo alle prospettive di crescita dell’eolico, tra PPA e aste in arrivo. L’intervento si è inserito in un dibattito sui principali modelli di sviluppo della fonte, che ha visto protagonista – oltre al top management di GE Renewables – anche il presidente di ANEV Simone Togni e i principali operatori wind italiani.

Convegno Tavolo Autoconsumo

Ieri siamo intervenuti nel convegno del Tavolo Autoconsumo e Efficienza Energetica (l’iniziativa nata da Elemens e Public Affairs Advisors) alla Biblioteca del Senato presentando, davanti a Governo e Parlamento, 3 possibili modelli concreti con cui si potranno recepire le Energy Community in Italia: la Commissione Europea, anch’essa presente, ha “benedetto” i modelli, dichiarandone la compatibilità con il testo della direttiva RED II. Tra i tanti punti fatti emergere dai player di mercato (Edison, E.ON, Engie, Axpo) intervenuti nel dibattito moderato da Maurizio Melis, uno è risuonato con la massima chiarezza: il mercato è vasto, non bisogna perdere tempo.

 

Elemens speaker al Forum Qualenergia

Tommaso Barbetti, partner di Elemens, è intervenuto – parlando della traiettoria di crescita che attende le rinnovabili, partendo da un nostro studio fatto per Legambiente lo scorso anno – al Forum Qualenergia in un panel ideato da Edoardo Zanchini e composto da Marco Margheri (Director Institutional Affairs di Edison, VP Elettricità Futura), Carlo Tamburi (Direttore di Enel Italia), Gianni Silvestrini (Direttore Kyoto Club) e Giacomo Donnini (Director Head of Grid Planning and Interconnection di Terna), tutti moderati da Marco Frittella del TG1.

Autoconsumo, come attuare la rivoluzione

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana

 

“Studiare gli scenari possibili e restituire agli attori del sistema le fotografie più aggiornate sulle evoluzioni regolatorie in atto e sui loro impatti”: così ha definito il compito del Tavolo autoconsumo ed efficienza energetica Giovanni Galgano, managing director di Public Affairs Advisors, che insieme a Elemens ha organizzato questa settimana presso la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva a Roma il convegno “Da uno a molti: verso le comunità energetiche”, un confronto sul futuro dell’autoconsumo, tra orizzonte europeo e policy nazionali.

“La direttiva RED II – si spiega anche nelle slides – ha proiettato il settore energia in una nuova dimensione in cui il pilastro della sostenibilità assumerà uno spessore ancora maggiore rispetto al passato. In Italia ciò potrebbe tradursi in circa 100 TWh di nuova energia verde da produrre, di cui un quarto (23 TWh) potrebbe essere in assetto di autoconsumo”. Anche Tommaso Barbetti, founding partner di Elemens, durante il suo intervento ha spiegato che “traghettare il mondo prosumer dalla dimensione storica di 300-350 MW/anno ad una crescita di 1.800 MW/anno (tanto potrebbe servire per raggiungere l’obiettivo) richiederà una serie di trasformazioni che vanno dalla semplificazione delle sigle di autoconsumo attualmente previste, al riconoscimento degli ostacoli regolatori (dove la recente disciplina sugli energivori va a sottrarre una possibile base di clienti a chi efficienta i processi), per giungere – infine – alla ridefinizione del perimetro in cui avverrà autoconsumo”.

Nel corso della presentazione dei risultati dello studio di Elemens, Barbetti ha spiegato anche perché gli elementi introdotti dalla RED II possono essere considerati “rivoluzionari”: “se fino ad oggi infatti era possibile effettuare autoconsumo solo con utenti singoli, con l’applicazione della nuova direttiva sarà possibile coinvolgere anche una pluralità di soggetti – condomìni, centri commerciali e vere e proprie comunità energetiche costruite intorno ad un impianto rinnovabile”. Tema centrale del convegno è stato soprattutto comprendere le sfide che il recepimento della direttiva porrà al regolatore, al sistema elettrico e al mercato in generale. Innanzitutto le modalità (fisiche e virtuali) che hanno portato Barbetti a descrivere tre diversi modelli: “La direttiva europea appare sufficientemente di principio da poter immaginare diverse modalità con cui le energy community potranno essere inserite nel contesto italiano. Elemens ha individuato 3 casi di riferimento da cui pensiamo che possa partire la discussione: un modello fisico, in cui la rete è fisicamente gestita dal prosumer, un modello commerciale, in cui gli effetti dell’autoconsumo vengono simulati mentre dal punto di vista fisico tutto rimane esattamente come oggi, e infine uno ibrido. La scelta del modello sarà decisiva, perché su di essa prenderà forma il nuovo sistema elettrico e da essa ripartiranno le strategie di tutti gli operatori”.

 

Su quale sia il modello preferito (e preferibile), i rappresentanti delle aziende e delle associazioni – presenti Roberto Aquilini di Engie, Marco Ballicu di Axpo, Simona Ciancio di Terna, Simona Ferrari di Assoesco, Maria Elena Fumagalli di Edison, Leonardo Santi di E.On e Edoardo Zanchini di Legambiente – durante i loro interventi alla tavola rotonda moderata da Maurizio Melis, sono stati abbastanza cauti e non si sono sbilanciati pur avendo comunque garantito la loro prontezza e disponibilità ad accogliere le indicazioni della direttiva, anche se molto si è parlato del modello ibrido alla tedesca . A introdurre il dibattito della tavola Giulio Volpi della DG Energy della Commissione europea che ha presentato al pubblico i termini della direttiva, in particolare gli articoli 21 e 22. Sul tema dei modelli da seguire, ha sottolineato Volpi, si entra nel campo della sussidiarietà: “parliamo di sistemi definiti in base alle regole nazionali. Quindi non è, almeno al momento, opportuno intervenire con una armonizzazione. Vedremo l’applicazione da qui a qualche anno e valuteremo la definizione di un modello unico a livello europeo se necessario. L’importante è definire i principi e i diritti in modo che tutti i consumatori a livello europeo possano giocarsi questa partita”.

 

Gli interventi politici, in chiusura dell’evento, hanno riguardato l’ecobonus e i contratti Ppa. “Discreta speranza sulla stabilizzazione dell’ecobonus efficienza energetica”, le parole di Gianni Girotto, presidente della commissione Industria al Senato, “sto lottando per avere i tre anni, ma la certezza si ha solo quando il Parlamento vota. Proveremo a prolungare anche il Sismabonus”. Sul tema della mobilità, su cui l’Italia secondo il senatore Girotto “è rimasta più ferma rispetto agli altri e rispetto ai progressi fatti nell’efficienza”, “le misure riguarderanno molto di più il trasporto pubblico, molto più lo sharing e la mobilità leggera”. Su come finanziare le misure: “Per fortuna è già vigente la disponibilità finanziaria: 3,7 miliardi per il rinnovo parco autobus che sicuramente è una delle priorità”. Sul tema dei Ppa è intervenuto Davide Crippa, sottosegretario al Mise, nel suo intervento a conclusione del convegno ha detto: “Strumenti di garanzia finanziaria rispetto alle vendite negli anni successivi in relazione di come andrà il prezzo dell’energia sono una sorta di paracadute per chi fa questo tipo di investimento. Mi sembra un po’ andare a cercare di sostenere qualcosa che teoricamente negli altri paesi si sostiene già da sé”. Sul punto il sottosegretario del Mise è sembrato voler chiarire una posizione che comunque sostiene da tempo (v. Staffetta 11/07). “È evidente che, anche immaginando in futuro un sostegno di questa natura, sia un po’, non dico rischioso, ma rischia di essere uno strumento vano e che rischia di dilapidare delle risorse. Diverso è per la pubblica amministrazione”.23