I vantaggi della crescita dei “prosumer condominiali”

Per gentile concessione di Quotidiano Energia

Un’analisi delle barriere allo sviluppo dell’autoconsumo condominiale accompagnate da una serie di soluzioni normative e tecniche per superare le criticità che ancora esistono. E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto dello studio “I prosumer condominiali” realizzato dall’associazione Energy@Home con il contributo scientifico di Elemens, Rse e Kantar che è stato presentato a Milano.

“Abbiamo affrontato il tema delle Energy community partendo dalla sua applicazione pratica ai condomini, evidenziando un potenziale interessante”, ha spiegato Marco Signa, direttore dell’associazione che raccoglie aziende dei settori energia, telecomunicazioni, elettrodomestici, elettronica, assicurazioni, Ict.

L’Italia “ha un potenziale di 6,5 GW di nuovo fotovoltaico da realizzare entro il 2030 e ulteriore spazio per lo sviluppo di altre tecnologie”, si legge in una nota. In questo contesto, i condomini potranno assumere “un ruolo centrale” nel raggiungimento dei target Ue. Sono, infatti, “oltre 200.000 i nuovi impianti che potrebbero essere installati sui tetti condominiali” con risparmi economici “tra i 1,4 e 2 miliardi di euro”.

Lo studio prevede che per adeguarsi alla direttiva Red II sarà necessario “quintuplicare il numero attuale di installazioni annuali di impianti fotovoltaici”, quindi, “bisognerà sfruttare al meglio tutti gli spazi disponibili e uno degli spazi a maggior potenziale, ad oggi poco sfruttato, è il condominio, dove per ragioni prima di tutto normative ma anche di accettabilità dell’investimento da parte dei singoli condòmini, si sono installati pochi impianti e senza percezione di risparmio sulla bolletta”.

Secondo Tommaso Barbetti di Elemens, tra gli autori dello studio, la direttiva Ue si candida “a rivoluzionare il mondo dell’autoconsumo, aprendo ai sistemi con una pluralità di clienti ad oggi non ammessi dalla regolazione italiana”. Tra i vari modelli “che si stagliano all’orizzonte, quello di più immediata applicazione pare quello dei prosumer condominiali”. I risparmi sulle bollette – ha concluso Barbetti – potranno essere “sostanziosi (intorno del 20%), con un potenziale di mercato che potrebbe arrivare fino a 250.000 condomini”.

Kantar ha, invece, raccolto la prospettiva degli amministratori. Per loro – ha spiegato Andrea Corti, Client partner tech, comms, utilities – una nuova normativa “che permetta di utilizzare l’energia prodotta da un impianto di autoproduzione anche per i bisogni dei singoli condòmini viene accolta in modo positivo, principalmente perché permetterebbe di ridurre i tempi di ritorno sull’investimento”.

Recommended Posts