Giornata mondiale del Vento 2018: le novità per l’eolico italiano

Da Greenstyle

 

Si è svolto oggi a Roma l’evento nazionale ANEV per la Giornata mondiale del Vento. Titolo del convegno istituzionale è stato “ENERGIA EOLICA: gli strumenti per lo sviluppo industriale del settore e il raggiungimento degli obiettivi al 2030”, durante il quale è stata analizzata l’attuale situazione dell’eolico in Italia e i suoi livelli di maturità tecnologica.

L’evento ANEV per la Giornata mondiale del Vento ha incluso anche un’analisi della situazione normativa e istituzionale (incluso il Decreto FER 1), del rinnovamento del parco eolico e della semplificazione delle procedure di VIA. Approfondimenti dedicati anche al rapporto tra Stato e Regioni e all’utilità dei PPA nel nostro Paese, al ruolo dell’eolico in funzione della salvaguardia ambientale, all’interno della SEN e del Piano clima energia.

I relatori che hanno preso parte al convegno sono stati: Marcello Cecchetti, capo ufficio legislativo Ministero dell’Ambiente; Fabio Bulgarelli, responsabile Affari regolatori Terna; Guido Bortoni, presidente ARERA; Livio De Santoli, responsabile Energia della Sapienza Università di Roma; Gianni Girotto, senatore della Repubblica per il Movimento 5 stelle. Il dibattito di oggi è stato moderato dal Prof. GB Zorzoli, presidente FREE, mentre ad aprire i lavori è stato Andrea Marchisio, analista economico di Elemens, che ha presentato lo studio sulle procedure per l’ammodernamento degli impianti: “Le procedure per gli ammodernamenti sulle rinnovabili pubblicate lo scorso dicembre dal GSE vanno ad aprire un nuovo mercato, finora bloccato da un quadro regolamentare incerto. L’eolico è la fonte che più di ogni altra potrà giovare dell’introduzione delle nuove regole (in potenza, fino a quasi 2 GW di iniziative per una produzione incrementale che – sul lungo periodo – potrebbe arrivare fino a quasi 7 TWh), con anche gli impianti idroelettrici che, seppur in misura minore, potranno beneficiare di interventi volti a incrementare la loro efficienza di produzione.”

Lo sviluppo di questo nuovo segmento di mercato – se accompagnato da una velocizzazione delle procedure di autorizzazione degli interventi – potrà generare fino a 2 miliardi di investimenti aggiuntivi già nel breve periodo, a fronte di un costo per il sistema del tutto marginale.

Le conclusioni della giornata sono state esposte da Simone Togni, presidente ANEV, che ha dichiarato: “L’Italia ha un’opportunità unica, il dibattito di oggi lo mostra, e la dobbiamo sfruttare. Cambiamento significa miglioramento e quindi il settore si aspetta oggi quello che nei dieci anni scorsi non si è avuto, a partire dalla stabilità regolatoria, da una visione di medio e lungo termine per gli investimenti, a una semplificazione reale per le tecnologie rinnovabili, il tutto seguendo il principio di sostenere le FER senza penalizzarle per le loro peculiarità tecnologiche.”

È una presa di posizione seria e fattiva nei confronti del settore eolico quella che ci aspettiamo dal neoeletto Governo, che dice di voler mutare i paradigmi del passato e di dare all’Italia un futuro a emissioni ridotte.

 

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