Decarbonizzare l’Italia entro il 2040… si può fare

Per gentile concessione di  Qualenergia

Anticipare la completa decarbonizzazione dell’economia italiana al 2040 non è una sfida impossibile.

Ne è convinta Legambiente, che ha presentato la scorsa settimana – in occasione dell’annuale appuntamento con il Forum di QualEnergia – uno studio realizzato da eLeMeNS per l’associazione, dal titolo: “Roadmape policy per anticipare la completa decarbonizzazione al 2040”.

Quello che serve – spiega Legambiente in una nota di accompagnamento allo studio – è un drastico cambio di passo rispetto all’attuale Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) proposto dal governo.

Un Piano poco ambizioso negli obiettivi – commenta l’associazione – che incredibilmente il nuovo Esecutivo non vuole rivedere, con una riduzione delle emissioni al 2030 di solo il 37%, al di sotto del traguardo europeo fissato al 40%, e con una proiezione al 2050 di appena il 64%.

Eppure l’Italia avrebbe tutto da guadagnare in termini di riduzione di importazioni e consumi di petrolio e gas, anticipando già entro il 2030 una riduzione delle emissioni climalteranti del 60% e arrivare al 2040 a zero emissioni, spiegano dall’associazione.

Per farlo è indispensabile definire una nuova roadmap della decarbonizzazione con obiettivi e misure coraggiose e praticabili riguardanti il settore dell’efficienza energetica, dei trasporti, dell’industria e il settore civile.

A dimostrarlo, secondo l’associazione, è proprio lo studio commissionato ad eLeMeNS che sviluppa due scenari: zero@2040 e zero@2050, nei quali si riescono ad azzerare le emissioni, anche grazie anche al contributo degli assorbimenti di CO2 del settore forestale.

Si tratta di obiettivi di decarbonizzazione coerenti con il contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 °C (elaborazione di uno studio di Legambiente-eLeMeNS del 2017). I due scenari consentono di raggiungere emissioni nette zero nel 2040 (zero@2040 – scenario virtuoso) ed emissioni nette zero nel 2050 (zero@2050).

In particolare – leggiamo nella nota – lo scenario Zero@2040 consente di raggiungere zero emissioni nette entro il 2040, inclusi gli assorbimenti del settore agro-forestale. In questo modo sarà possibile colmare il ritardo degli anni passati e raggiungere una riduzione delle emissioni del 60% già entro il 2030, grazie proprio al fondamentale contributo degli assorbimenti per compensare le emissioni del settore industriale che presenta le maggiori difficoltà per una rapida decarbonizzazione.

Per raggiungere i livelli di decarbonizzazione prospettati in questo scenario, sottolinea Legambiente, è però indispensabile accelerare in 8 campi di azione descritti nello studio:

  1. semplificare le autorizzazioni
  2. aprire alle comunità energetiche
  3. integrazione del fotovoltaico in agricoltura
  4. spingere i sistemi di accumulo
  5. efficienza energetica
  6. elettrificazione delle città
  7. potenziare reti e interconnessioni
  8. spingere biometano e l’eolico galleggiante.

Queste nuove policy sono indispensabili per dare un massiccio impulso all’efficienza energetica, incrementare l’uso delle rinnovabili in tutti i settori, soprattutto nel mix elettrico e far decollare l’elettrico nel settore trasporti. E prevedere una cabina di regia che coordini e verifichi l’efficacia degli strumenti adottati e monitori i risultati ottenuti in termini di aderenza con la roadmap di decarbonizzazione.

Oggi, infatti – ricorda Legambiente – gli investimenti sono fermi sia nelle rinnovabili che nell’efficienza energetica. Per questo l’associazione lancia di nuovo un appello al Governo affinché il Piano energia e clima venga rivisto e migliorato prevedendo obiettivi più ambiziosi e scelte nette per ridurre le emissioni climalteranti e tener fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi.

“Senza contare i benefici che arriverebbero sul fronte occupazionale: con 640mila nuovi addetti tra diretti e indiretti attraverso il ciclo di investimenti, in particolare nell’efficienza energetica, ma anche nelle rinnovabili elettriche e termiche e nelle reti”, aggiunge l’associazione.

“Lo studio dimostra che non esistono ragioni tecniche o economiche per rinviare ancora le scelte per uno scenario davvero ambizioso, perché abbiamo la fortuna di godere di risorse naturali che possono permetterci di arrivare a emissioni neutrali già al 2040″, dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente.

“Il Governo deve rivedere gli obiettivi del Pniec, perché tra poco l’Europa ci chiederà di farlo visto l’impegno della nuova presidente della commissione Von der Leyen, e perché avremmo tutto da guadagnarne in termini di uscita dalla crisi e di rilancio industriale e occupazionale. Su questi campi di intervento chiediamo da subito un impegno perché l’Italia e il clima non possono più aspettare”.

“Siamo in una fase di emergenza climatica che non ammette incertezze. Non solo l’Italia deve alzare il suo obbiettivo al 2030 in coerenza con le nuove ambizioni europee, ma le politiche industriali, della mobilità, dell’edilizia, dell’agricoltura andranno riviste, in alcuni casi profondamente, per allinearle con un percorso di neutralità carbonica nell’arco di soli trent’anni. Temo che la nostra politica non abbia capito il messaggio”, spiega Gianni Silvestrini Direttore Scientifico QualEnergia e Kyoto Club.

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