“Con procedure ammodernamento impianti nuove prospettive per le Fer”

Per gentile concessione di Quotidiano Energia

 

Gli operatori del mondo delle rinnovabili sono d’accordo: le procedure di ammodernamento degli impianti Fer pubblicate dal Gse a fine 2017 danno il via a una nuova fase per il settore, nuove opportunità soprattutto per l’eolico. A sottolinearlo Anev, Anie Rinnovabili ed Elettricità Futura al convegno organizzato oggi a Roma alla sede del gestore per parlare del documento, oggetto anche di uno studio di Elemens che ne ha stimato potenzialità di mercato e benefici.

Secondo il presidente di Anev, Simone Togni, “le procedure rappresentano una positiva novità e potrebbero introdurre benefici notevoli per l’industria e l’ambiente. Per l’eolico si apre la possibilità di aumentare la produzione grazie all’efficientamento tecnologico derivante dall’applicazione di tali procedure. Questo passo avanti, accolto con favore da tutto il comparto, dovrà tuttavia essere reso attuabile con una seria semplificazione della normativa e delle procedure autorizzative, che ne consenta l’applicabilità in tempi rapidi”. Dello stesso avviso Michelangelo Lafronza, segretario generale di Anie Rinnovabili, secondo cui “le procedure operative Gse permetteranno la massimizzazione della produzione di energia elettrica da Fer e favoriranno il prolungamento della vita utile degli impianti grazie all’impiego della tecnologia più innovativa, offrendo nuove opportunità di investimento per il settore”. Un percorso, ha aggiunto, che va supportato a livello regionale e locale. Per la vice presidente di Elettricità Futura, Lucia Bormida, “le procedure costituiscono un punto di svolta, gli operatori sono chiamati a gestire in maniera industriale i propri impianti”. È fondamentale ora, prosegue, “avviare un confronto strutturato, mediante le associazioni, in merito all’evoluzione della normativa e della relativa applicazione, anche per evidenziare e risolvere le principali criticità applicative che possono emergere in tutte le fasi del progetto. La condivisione dell’opportunità degli interventi con le comunità e gli enti locali, così come la tempistica nel rilascio delle autorizzazioni necessarie, rappresentano un fattore di successo delle procedure di rinnovamento”.

Dallo studio di Elemens, presentato da Tommaso Barbetti, emerge che con le nuove procedure si aprirà un nuovo mercato, fino ad oggi bloccato, grazie al quale si potranno produrre 4 TWh aggiuntivi nel breve periodo e fino a 7 TWh in quello medio-lungo.

Il fattore tempo e il ruolo di Regioni ed enti locali è tornato in tutti gli interventi e anche nella tavola rotonda. A partire da quello del direttore Divisione Sviluppo Sostenibile del Gse, Luca Barberis, che aprendo la giornata ha evidenziato come si sia chiusa l’epoca della contrapposizione: “Occorre massima collaborazione tra attori istituzionali e privati, in particolare da parte delle Regioni”. E Davide Valenzano, responsabile Affari Regolatori del gestore, ha aggiunto che la finalizzazione del lavoro sulle procedure è il risultato di “un confronto tecnico, operativo e di buon senso nel cogliere le vere opportunità di sviluppo del settore”.

Secondo Sebastiano Serra, capo della Segreteria tecnica del Minambiente, il punto nodale è appunto “il rapporto con le Regioni, il ministero”, ha detto nel corso della tavola rotonda, “farà di tutto per identificare con le regioni un percorso che individui tempi e modalità”. La valutazione ambientale discende dalle regole europee, il passaggio per semplificare, ha affermato per parte sua Luciano Barra, capo Segreteria tecnica Dipartimento energia Mise, “non è verificare ogni volta se vai a Via o non vai a Via, ma effettuare una compressione dei tempi”. Le regole ci sono, ha concluso il direttore affari istituzionali di Terna, Stefano Conti, “il problema è la mancanza di personale e competenze nelle Regioni e la consapevolezza che sta iniziando un nuovo ciclo per gli investimenti Fer”.

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